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Storia dell'alpeggio

Della storia passata dell'Alpe Selviana non si hanno molte notizie: l'Alpeggio era di proprietà della famiglia Isotta-Cappia di Agrano che lo donò all'asilo infantile del paese. Successivamente il paese di Agrano diventò una frazione del comune di Omegna e quindi tutti i possedimenti diventarono diproprietà dello stesso comune.
Alcune tracce rinvenute all'Alpe Selviana ci inducono ad immaginare storie antiche: la posizione geografica permetteva l'osservazione di persone ed animali in transito nel fondovalle, nel contempo lo strapiombo che separa l'Alpe dal fondovalle funge in qualche modo da difesa dall'eventuale rischio di briganti o da danni dovuti a greggi nomadi di passaggio.
Durante la preparazione dei terreni sono stati rinvenuti una vasca (il cui utilizzo è incerto) ed, in mezzo al bosco, un acciottolato che non trova giustificazione con l'utilizzo attuale del sito.
Durante i lavori di pavimentazione dell'attuale sala di trasformazione sono venuti alla luce i resti di un muro che non trova riscontro con l'attuale forma della casa.
Presumendo che la pianta di castagno che attualmente si trova davanti alla casa avesse una funzione ombreggiante già alla sua messa a dimora, si può dedurre che già 300/400 anni fa (età attribuita al castagno), nel punto in cui è situata la struttura attuale, ci fosse una costruzione.
Queste ed altre tracce ci fanno supporre che il territorio dell'Alpe Selviana avesse un utilizzo differente rispetto all'attuale, anche se non si sono trovate testimonianze scritte né memorie d'uomo a tal proposito.

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